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Affari sporchi: Lodeserto e Vieru ci riprovano (e diventano ricchi) PDF Stampa E-mail

Affari sporchi, ci risiamo. E questa volta i giochi sono sempre più alti, si fa per dire. Cesare Lodeserto, pluricondannato (e anche prescritto) per varie nefandezze comprese le sevizie a un gruppo di magrebini che erano finiti nella Guantanamo italiana del Regina pacis di San Foca (Lecce) che ha operato rastrellando anche denari pubblici per oltre un decennio, fa affari, affari illeciti, in Moldavia, in quel di Chisinau, come abbiamo più volte denunciato anche pubblicamente negli ultimi anni. Là gestisce molte attività in combutta con Natalia Vieru, moglie del nipote Giuseppe, anche lui condannato e inquisito in varie inchieste come lo zio e la moglie. Sabato scorso il Fatto quotidiano ha dato la notizia che la Vieru è stata inquisita in un pesante giro di tangenti Enav-Finmeccanica, per aver riciclato -pare- almeno due milioni di euro. Poca roba rispetto agli affari che i due ‘amici’, Lodeserto (Cesare) e Natalia Vieru fanno da almeno otto, nove anni nella capitale moldava. La Vieru infatti è stata sotto osservazione dei servizi moldavi per molti mesi e dai report che sono in mio possesso (e non solo mio) il giro di riciclaggio di denari illeciti si aggirava, fino a due anni fa circa, intorno a svariate decine di milioni di euro. Attraverso molte attività, non ultime alcune (call center e servizi di pulizie) con l’ambasciata italiana retta allora dall’ambasciatore Stefano De Leo, oggi trasferito chissà perché in altro Paese lontano lontano. Tutto, sempre dietro la copertura delle opere di bene che ‘monsignor’ Lodeserto, come lo definisce ancora oggi la Curia di Lecce che anche in questa occasione non perde il vizio di solidarizzare a mezzo stampa con lui e le sue “opere di bene”. Da ricordare che sulle gesta del Lodeserto e dei suoi parenti in una collaudata e annosa associazione a delinquere, e insieme a vecchi e nuovi amichetti, anche in tempi recenti furono fatte due interrogazioni parlamentari a Camera e Senato da Beppe Giulietti e Vincenzo Vita. Interrogazioni che si aggiunsero alle decine e decine stilate negli anni delle nostre denunce e, come sempre, durante i governi Berlusconi, sul personaggio e chi lo copriva e lo copre tutt’oggi o non hanno avuto risposta o rispondevano fumo.

 

Dai tempi del mio film-inchiesta Mare nostrum, le cui immagini furono acquisite agli atti del processo per le sevizie ai magrebini nel Cpt che il prete dirigeva,  questo signore ha potuto disporre di team legali con nomi roboanti che solo un miliardario si sarebbe potuto permettere ed ha avuto, anche in tempi recenti, solidarietà trasversali dalla politica: da Raffaele Fitto a Massimo D’Alema che andò persino in visita da ministro degli Esteri a Chisinau, quando il prete era già finito in galera e aveva ancora aperti almeno tre o quattro processi con accuse infamanti: dal sequestro di persona, alla truffa, a gravi violenze con sevizie e crudeltà, come recitavano le sentenza del Tribunale di Lecce.

Detto questo, un paio di domande. La prima: quanto tempo e quali reati e nefandezze varie devono ancora compiersi prima che la giustizia faccia sparire dalla circolazione questo personaggio e i suoi sgherri dalle mille facce e dai mille interessi illeciti? E alla Curia di Lecce: un cristiano onesto e devoto deve arrivare a chiede a Papa Francesco di intervenire per ridare credibilità non solo alla Chiesa leccese e, data la portata delle vicende, a rassicurare tutti noi, credenti e non credenti?

sm

 

Ecco cosa fa Natalia Vieru, compagna di merende (e non solo) di don Lodeserto  

 

Coinvolta nelle indagini sul fallimento dell’Arc Trade pure una cittadina moldava, Natalia Vieru. Secondo l’accusa la Vieru, insieme al cognato di Iannilli, Maurizio Caracciolo (arrestato), avrebbe costituito una società moldava utilizzata per riciclare circa due milioni di euro sottratti all’Arc Trade attraverso un’operazione commerciale completamente falsa http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/10/inchiesta-enav-finmeccanica-arresti-e-perquisizioni/651526/

 

Ma la cosa più incredibile è che la Curia di Lecce copre ancora don Cesare che chiama 'monsignore'. Leggete a seguire il ritaglio di sabato 13 luglio 2013 che parla dell'inchiesta Enav-Finmeccanica, in cui  la Curia ribadisce fiducia e stima a don Cesare Lodeserto. 

 

Inchiesta Enav-Finmeccanica: "Piena fiducia a monsignor Cesare Lodeserto"

 


La Curia dell'arcidiocesi di Lecce "smentisce ogni tipo di associazione tra il servizio pastorale" svolto da monsignor Cesare Lodeserto in Moldavia e "le attività della signora Natalia Vieru. Nello stesso tempo riconosce la preziosità delle attività caritative svolte a servizio dei poveri moldavi e conferma nel sacerdote Lodeserto stima e riconoscenza per il suo operato".


Il riferimento dell'arcidiocesi salentina è alle indagini nelle quali è coinvolta Vieru (moglie del nipote di don Cesare, sacerdote leccese implicato in diversi procedimenti giudiziari) che il 10 luglio scorso hanno portato all'arresto di 10 persone nell'ambito dell'inchiesta per la bancarotta da 14 milioni della Arc Trade srl, una delle società al centro della cosiddetta inchiesta Enav-Finmeccanica.

 

 

 
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