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Sulla pedana sbagliata: la storia di Gianluca Francioni PDF Stampa E-mail

 

 

Corridonia, 6 Ottobre 2013

La vicenda dell'ex nazionale di atletica  leggera Francioni Gianluca. 

 

Quello di Gianluca Francioni, uno degli alfieri del getto del peso italiano, rappresenta l'emblema della mala gestione degli impianti sportivi italiani che, quando colpisce una disciplina come quella del getto del peso, si trasforma in una vicenda quasi drammatica.

L'atleta residente a Corridonia in provincia di Macerata, ha iniziato la sua carriera nel 1984 vestendo per ben cinque volte la maglia della nazionale italiana. La sua prima presenza in azzurro è arrivata nel Luglio del 1990 mentre militava per il 2° anno nella categoria Allievi in un incontro con la Spagna che si disputò nella città di Macerata.L'anno successivo al primo anno nella categoria Juniores arrivava la seconda inattesa convocazione a Molfetta (BA) contro gli Iberici e i cugini Francesi, sempre nella stessa categoria nel Agosto del 1992 difendeva i colori azzurri contro la forte nazionale Russa.

Dopo un anno dedicato soprattutto agli studi, nel 1994 a Modena nell'incontro internazionale tra Italia - Russia - Germania, in un caldo pomeriggio di Luglio con m. 17,58 stabiliva la 5^ prestazione all-time Under 22 dietro a lanciatori del calibro di Alessandro Andrei ex primatista mondiale, Paolo Dal Soglio e Marco Montelatici. Infine nel febbraio del '95 arriva l'ultima convocazione in un incontro Russia - Italia a Mosca (Russia) nella categoria promesse indoor valevole come selezione per i campionati europei under 23. Nel 1990 ha stabilito il record italiano di getto del peso sotto la guida tecnica del padre allenatore Mario, poi venuto a mancare per una malattia nel 1992.Oggi l'atleta è seguito da coach Tony Naclerio coordinatore della squadra Usa di Lanci ai campionati Mondiali di Tokio e si è allenato con lui presso il Campus della Rutgers University in New Jersey (Usa) dove era anche iscritto al corso di laurea in "Biology and Chemistry" (Chimica e Biologia), alternando i suoi allenamenti tra gli Stati Uniti e l'impianto "Martini" di Corridonia. Nel 2009 ha conquistato il titolo di Campione Italiano.Dopo anni di soddisfazioni, ha annunciato che chiuderà la carriera in virtù delle conseguenze di quanto successo nel dicembre del 2010.

Tesserato per la società N.A. Fanfulla di Lodi, Francioni ha continuato ad allenarsi allo Stadio "Martini" di Corridonia. A partire dal 2007, l’atleta aveva più volte denunciato la necessità di un urgente lavoro di manutenzione per le pedane dell’impianto, ma i suoi appelli non sono stati ascoltati. Nel Dicembre del 2010, durante uno dei suoi consueti allenamenti, la pedana sulla quale si stava esercitando ha ceduto causandogli la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro.

L’incidente gli ha lasciato una invalidità permanente superiore al 10%. Solo in seguito si è provveduto a sistemare la pedana.Ricordiamo che l’infortunio ha costretto il lanciatore a farsi operare presso l'Ospedale "Santa Maria della Misericordia" di Perugia per la ricostruzione del tendine rotuleo del ginocchio destro, dalla stessa equipe che ha curato il vice campione del mondo di salto in lungo Andrew Howe.

Il pesista, non essendo riuscito a risolvere la controversia in sede stragiudiziale, assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni di Macerata, ha deciso di presentare avanti il Tribunale di Macerata un’istanza di risarcimento danni nei confronti del Comune di Corridonia, del Comitato Corse Ippiche "Martini" che gestisce lo stadio e della società N.A. Fanfulla di Lodi con cui era tesserato all'epoca dell'incidente. Finalmente a distanza di quasi 3 anni dall'accaduto sono venute fuori le prime reazioni.

I responsabili del Comitato, hanno dichiarato che Francioni non fosse autorizzato all’utilizzo dell’impianto e che la manutenzione dello stesso fosse stata effettuata con regolarità. La società Fanfulla, invece, sostiene che la responsabilità della gestione dello stadio sia di Comune e Comitato e che la decisione di allenarsi a Corridonia sia stata presa in autonomia da Francioni.

L’atleta, alla luce di quanto emerso, ha deciso di porre fine dall’attività agonistica. «Essere definito abusivo dopo tutto quello che ho fatto nella mia lunga carriera portando in alto il nome di Corridonia mi ha lasciato davvero sconcertato», ha dichiarato in una recente intervista riferendosi al Comitato Ippico e al Comune. Probabilmente sulla decisione finale hanno pesato anche le conseguenze dell’infortunio, la cui riabilitazione si è rivelata più difficile del previsto. L’iter giudiziario in ogni caso va avanti. Il prossimo appuntamento in tribunale è  fissato per il 22 novembre 2013.

 

 



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