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Schiavi prima invitato poi escluso dal Festival del Cinema di Roma PDF Stampa E-mail

CINEMA: MENCHERINI, IL MIO "SCHIAVI" ESCLUSO DA FESTIVAL ROMA

L'AUTORE SCRIVE A MULLER, CONSTATO VOSTRA TOTALE MANCANZA DI COSCIENZA CIVILE

  

Caro Mueller,

il tuo silenzio in questo caso non credo sia di tacito assenso alla mia richiesta di chiarimenti sulla prima proiezione pubblica del mio ultimo film inchiesta che eri felice di ospitare, ma si connoti invece come un’ incredibile e di conseguenza inaccettabile inversione di rotta.

Quindi niente ‘Schiavi’ al festival che guidi come direttore artistico. Alla faccia delle promesse, delle tue entusiastiche mail e di tutti i progetti sui temi dell’immigrazione che avevi testimoniato di voler costruire attorno all’ “evento” fuori programma. Pessima figura, credi, da parte tua e da parte delle maestranze, dei sottoposto e delle burocrati che dovrebbero sostenere buone cause e invece si eccitano a far sfilare ministri tra red carpet e fiction di periferia in ‘prima mondiale’.

Ma la mia rabbia non è, credi, quella di un autore gabbato o offeso per il trattamento che viene fatto della sua ultima fatica. Fuffa che purtroppo conosco bene attraverso il mio lavoro di documentarista, così  come la pratica abusata delle censure preventive utilizzata fin dai tempi di “Mare nostrum”, una decina d’anni fa. Piuttosto è l’indignazione, la vergogna che provo come cittadino italiano e romano per la constatazione della vostra totale  mancanza di coscienza civile, per la sciatteria di sentimenti dimostrata, per l'ipocrisia delle chiacchiere quando  avete sbandierato ai quattro venti tutti i migliori propositi del mondo nel presentare ai media un Festival ‘aperto’anche al sociale. Quel ‘sociale’ che sta nelle denunce di ‘Schiavi’, nel racconto di Ibraim e dei suoi fratelli africani partiti schiavi dalla propria terra e tornati schiavi proprio là, dove si aspettavano di trovare un'Europa civile e solidale. Un film inchiesta, tra l’altro, patrocinato dalla ministra Kyenge, e sostenuto da Flai Cgil, da Less onlus che di occupa da anni di richiedenti asilo con determinazione e onestà con le massime istituzioni di questo Paese, e da tanti altri che lo hanno visto e apprezzato all’interno di una sacrosanta e quasi unica battaglia di informazione, denuncia  e  solidarietà. Un film documentario che non vuole essere una prova di stile, uno di quei lavori che calcano i palcoscenici degli addetti ai lavori, che  sfilano sui ‘tappeti rossi’ tanto agognati da qualcuno. 'Schiavi' è la prova della nostra indecenza legislativa, delle politiche nefaste con cui Bossi-Fini e compagni hanno tacitato almeno per un decennio, e ancora oggi, diritti umani e civili dei migranti. ‘Schiavi è la prova, scottante, della nostra indifferenza e della collusione tra  poteri che al centro non mettono l’uomo e i suoi diritti, ma il denaro, l’immagine, il potere stesso, la propria fatua notorietà. A te, a voi che giocate con le pellicole come bambini ignari delle tragedie dell'immigrazione e di ciò che li circonda, questo blasone.

Forse allora è inutile indire lutti nazionali all’indomani dell’ennesima, non ultima,  e straziante anche per numero strage dell’immigrazione nei mari delle nostre vacanze, se poi chi potrebbe allargare un messaggio si comporta come Festival di Roma verso ‘Schiavi’. Tanto per onorare le suppliche di Papa Francesco, quando denuncia “la globalizzazione dell’indifferenza”. Per questo regalo al Festival il nostro inno nazionale, quello che chiude il film, recitato da Lucia Poli e cantato da Francesco di Giacomo, che inizia così:" Fratelli d'Italia, l'Italia è mesta...". Con l'augurio che accompagni le giornate della vostra kermesse come una colonna sonora. Buon ascolto. E buona visione.

 

Stefano Mencherini, giornalista indipendente e regista Rai

 

 

 

Roma, 31 ott. (Adnkronos) - Dopo il caso del doc di Ambrogio Crespi, 'Tortora, una ferita italiana', salta fuori un altro film escluso dal Festival del Film di Roma: 'Schiavi', del giornalista e regista Rai, Stefano Mencherini. Una pellicola d'inchiesta che racconta i disagi dei migranti nel nostro Paese, coprodotta da Flai Cgil e dalla piccola ong napoletana Less onlus. Il film, di cui alcuni stralci sono stati presentati alle Giornate degli autori dell'ultimo Festival del Cinema di Venezia, ha il patrocinio del Ministro per l'Integrazione e non e' ancora stato presentato al pubblico.

 

      Mencherini ha scritto oggi una lettera aperta al direttore del Festival di Roma, Marco Muller, nella quale attacca dicendo: "Quindiniente 'Schiavi' al festival che guidi come direttore artistico. Alla faccia delle promesse, delle tue entusiastiche mail e di tutti i progetti sui temi dell'immigrazione che avevi testimoniato di voler costruire attorno all''evento' fuori programma". E accusa Muller e il Festival di "totale mancanza di coscienza civile", "sciatteria di sentimenti" e "ipocrisia delle chiacchiere quando avete sbandierato ai quattro venti tutti i migliori propositi del mondo nel presentare ai media un Festival 'aperto' anche al sociale".

 

      Stefano Mencherini descrive 'Schiavi' come "un film documentario che non vuole essere una prova di stile, uno di quei lavori che calcano i palcoscenici degli addetti ai lavori, che sfilano sui 'tappeti rossi' tanto agognati da qualcuno. 'Schiavi' e' la prova della nostra indecenza legislativa, delle politiche nefaste con cui Bossi-Fini e compagni hanno tacitato almeno per un decennio, e ancora oggi, diritti umani e civili dei migranti. 'Schiavi e' la prova, scottante, della nostra indifferenza e della collusione tra poteri che al centro non mettono l'uomo e i suoi diritti, ma il denaro, l'immagine, il potere stesso, la propria fatua notorieta'. A te, a voi che giocate con le pellicole come bambini ignari delle tragedie dell'immigrazione e di cio' che li circonda, questo blasone". E conclude: "Per questo regalo al Festival il nostro inno nazionale, quello che chiude il film, recitato da Lucia Poli e cantato da Francesco di Giacomo, che inizia cosi': 'Fratelli d'Italia, l'Italia e' mesta...'. Con l'augurio che accompagni le giornate della vostra kermesse come una colonna sonora".

 

      (Spe/Opr/Adnkronos)

31-OTT-13 17:42

 

Cinema: niente docufilm 'Schiavi' a Roma. Lettera aperta a Muller =

 

(ASCA) - Roma, 31 ott - Niente docufilm ''Schiavi'' sul dramma degli immigrati al festival del cinema di Roma e lettera aperta dell'autore, Stefano Mencherini, giornalista indipendente e regista Rai, al direttore artistico della rassegna romana, Marco Muller.

   ''Il tuo silenzio in questo caso - scrive Mencherini a Muller - non credo sia di tacito assenso alla mia richiesta di chiarimenti sulla prima proiezione pubblica del mio ultimo film inchiesta che eri felice di ospitare, ma si connoti invece come un'incredibile e di conseguenza inaccettabile inversione di rotta. Quindi niente 'Schiavi' al festival che guidi come direttore artistico. Alla faccia delle promesse, delle tue entusiastiche mail e di tutti i progetti sui temi dell'immigrazione che avevi testimoniato di voler costruire attorno all''evento' fuori programma''. Eppure, scrive ancora tra l'altro il giornalista, si tratta di ''un film inchiesta” patrocinato dalla ministra Kyenge, e sostenuto da Flai Cgil, da Less onlus che di occupa da anni di richiedenti asilo con determinazione e onesta' con le massime istituzioni di questo Paese, e da tanti altri che lo hanno visto e apprezzato all'interno di una sacrosanta e quasi unica battaglia di informazione, denuncia e solidarieta'. Un film documentario che non vuole essere una prova di stile, uno di quei lavori che calcano i palcoscenici degli addetti ai lavori, che sfilano sui 'tappeti rossi' tanto agognati da qualcuno.

'Schiavi' e' la prova della nostra indecenza legislativa, delle politiche nefaste che hanno tacitato almeno per un decennio, e ancora oggi, diritti umani e civili dei migranti.

'Schiavi' e' la prova, scottante, della nostra indifferenza e della collusione tra poteri che al centro non mettono l'uomo e i suoi diritti, ma il denaro, l'immagine, il potere stesso, la propria fatua notorieta'. Forse allora e' inutile indire lutti nazionali all'indomani dell'ennesima, non ultima, e straziante anche per numero, strage dell'immigrazione nei mari delle nostre vacanze, se poi chi potrebbe allargare un messaggio si comporta come Festival di Roma verso 'Schiavi'''.

red/mar

311736 OTT 13

 

 

 
 
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