Colpo Grosso

a tutta scena
di Federico Ramponi
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Grazie a Mueller e a Festival del cinema di Roma ... PDF Stampa E-mail

Nel frattempo il Tg1 parla di 'Schiavi' nell'edizione delle 8:00 del 10 novembre. Clicca qui  per rivedere il servizio(dal minuto 10:30) 



Grazie a Marco Mueller come al Festival del cinema di Roma e al voltafaccia (mai giustificato ufficialmente fino ad oggi) per il ‘mio’ film inchiesta ‘Schiavi’, patrocinato dal Ministro per l’Integrazione e coprodotto da Flai Cgil e Less onlus, nasce Festival migrante, per condividere una irrimandabile protesta pacifica e costruttiva. Non per essere ‘contro’, ma per portare con umiltà e determinazione proposte diverse inerenti alla visibilità e alle tutele che riteniamo indifferibili del cinema documentario come genere filmico e informativo di primaria importanza e dei suoi autori, così come su contenuti e modalità organizzative (compresa la fruizione gratuita) da quelle in uso nel  ‘sistema dei festival cinematografici italiani’.

Perché, giova sottolineare,  le ferite aperte del Paese e del mondo, le lesioni continue di diritti umani e civili, le priorità sociali riconosciute come tali, devono essere veicolate con dignità per contenuti e autori nonchè giusta visibilità.

Personalmente avrei voluto, come annunciato, iniziare la rassegna da oggi durante il Festival matrigna, per essere di supporto all’offerta (nel nostro caso gratuita) di temi e denunce sociali che non possono più essere oscurate per una ragione o per un’altra. Ma sono costretto a rimandare di qualche settimana, entro la metà di dicembre.

Molte le proposte e le sorprese non solo riguardo alle proiezioni previste. Perché il ‘Manifesto’ che insieme ad un nutrito gruppo di associazioni e organizzazioni di diverse estrazioni e provenienze, cattoliche e laiche ma tutte unite sui contenuti, non solo chiederemo l’abrogazione della Bossi-Fini che ci domanda persino l’Unione europea, ma chiederemo garanzie per il cinema documentario di inchiesta e racconto sociale e per e i suoi autori.

Di seguito alcuni punti che saranno all’ordine del giorno:

 

1)      La proposta, già presentata a Rai,  per la nascita di un Laboratorio di produzione e scuola di cinema documentario

2)      La proposta per introdurre all’interno dei festival cinematografici italiani che vengono finanziati anche in parte con fondi pubblici (comuni, regioni, Mibac etc) sistemi di garanzia per veicolare prodotti di inchiesta e racconto sociale al di fuori dei concorsi ufficiali ma durante quelle manifestazioni

3)      La creazione di un sistema di controllo centralizzato sulla gestione economica dei Festival cinematografici italiani che vengono finanziati anche in parte con fondi pubblici e che  non possono non essere in linea con la crisi che attanaglia il Paese

4)      La richiesta a Siae di abrogare il cosiddetto “equo compenso”, in realtà una beffa che vede ai documentaristi italiani negato persino il diritto di percepire i diritti di autore sulle proprie fatiche e sulle proiezioni dei loro film

 

Stefano Mencherini, giornalista indipendente e regista Rai


 
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