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La Presidenza del Consiglio dei ministri premia la Fondazione "Regina pacis" - da Liberazione 2/8/05 PDF Stampa E-mail

 

 

 

Dalla prima pagina di Liberazione del 2 agosto 2005

La Presidenza del Consiglio inserisce il centro della curia leccese tra gli organismi antidiscriminazione La gestiva don Lodeserto, condannato per sequestro di persona. Il lager Regina Pacis premiato dal governo

 

di Graziarosa Villani

 

Ridare credibilità ad una Fondazione che ha più volte perso la faccia in un'aula di giustizia con condanne per sequestro di persona, abuso dei mezzi di correzione, violenza privata e minacce, tutto ai danni di immigrati giunti in Italia dopo tremendi viaggi della speranza nel Canale d'Otranto. Appare come un colpo di mano in piena regola la decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri di inserire tra gli organismi contro la lotta alla discriminazione la Fondazione "Regina Pacis" che gestisce il centro di permanenza temporanea di San Foca, salito alla ribalta per le condanne a don Cesare Lodeserto. Un appoggio governativo in piena regola all'arcidiocesi del potente vescovo Cosmo Francesco Ruppi, vicino al sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, e considerato da tutti l'ago della bilancia in qualsiasi confronto elettorale. La notizia, diffusa dalla stessa curia, di aver ottenuto un simile riconoscimento ha suscitato un vespaio di polemiche. Risale a non più di dieci giorni fa la condanna di Don Cesare Lodeserto, pupillo del vescovo Ruppi, per maltrattamenti operati all'interno del cpt-lager di San Foca. A portarlo alla sbarra, le denunce di quattro maghrebini per fatti avvenuti nel novembre 2002. Immigrati che la difesa del sacerdote avrebbe voluto "inattendibili" e che invece sono stati creduti dal giudice Annalisa De Benedictis. Ma le accuse per Lodeserto non finiscono qui. L'ex direttore del centro, arrestato l'11 marzo scorso dopo denunce di maltrattamenti da parte di alcune donne dell'Est, è ancora sotto inchiesta.
E' questo l'impegno per la lotta alla discriminazione della Fondazione Regina Pacis? Botte, minacce, sequestri sulla pelle degli immigrati.

«Si vuole dare sostegno alle politiche di disaccoglienza della chiesa a Lecce» commenta senza mezzi termini Piero Manni, consigliere regionale di Rinfondazione. «E' un tentativo - aggiunge - di deligittimare la magistratura».

Dietro si nasconde la ricerca del consenso, attraverso il vescovo Ruppi, del voto cattolico. Manovre che trovano spazio anche nello schieramento di centro-sinistra.

«Il presidente provinciale diessino Pellegrino - ha sottolineato ancora Manni - ha preso posizione a favore della cosiddetta attività umanitaria della chiesa leccese».

E la chiesa a Lecce è accusata di pratiche da Abu Ghraib. «Una delle pratiche adottate da Lodeserto - spiega Stefano Mencherini, autore-regista del film documentario Mare Nostrum sul cpt di San Foca - era quella, accertata dalla magistratura e denunciata nel mio censuratissimo film, di ingozzare dopo pestaggi ripetuti con i carabinieri dell'XI Battaglione Puglia e i suoi kapò, gli internati musulmani con pezzi di carne di maiale crudo. Bell'esempio davvero - commenta Mencherini - di lotta senza quartiere alle discriminazioni». Il riconoscimento alla Fondazione "Regina Pacis" di Lecce apre scenari nuovi ed inquietanti. Per questo motivo Mencherini torna a chiedere, come ha già fatto con uno sciopero della fame, un incontro col presidente Ciampi e si appella ai parlamentari europei affinché indaghino sulle attività all'estero del sacerdote leccese e del suo superiore Ruppi che «gestiscono - dice - centri in Moldavia e fino a qualche tempo fa un ufficio di coordinamento a Bruxelles sulla tratta degli esseri umani».

 
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