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La “pensante leggerezza” di Ivano Fossati PDF Stampa E-mail

 

 

 

Tappa d’arrivo di una trilogia live iniziata ben undici anni fa, questo Tour acustico rappresenta un’ottima occasione per avvicinare o ritrovare un cantautore che di sicuro non ha bisogno di presentazioni.
Non aspettatevi però un copia- incolla delle canzoni in studio. Dal vivo Ivano sceglie di intraprendere la via dell’essenzialità attraverso un approccio rigorosamente acustico, col risultato di un concerto particolarmente concentrato sull’intensità della voce e dell’interpretazione, dove la parola, lirica e riflessiva, emerge in primo piano, rafforzata dal contatto col pubblico.
Ci si trova così a tu per tu con un live in cui fondamentale è l’atto dell’ascoltare e dell’esser presenti. Nessuna concessione al sogno, all’evasione, molta alla poesia e all’impegno. Fossati è autore concreto, coerentemente partecipe ai suoi tempi e consapevole della necessità di viverli appieno e a mente lucida, adesso più che mai.
14 tracce che in ordine sparso percorrono una scaletta che va dal 1986 di Settecento giorni ai più recenti Lindberg e Macramè, fino ad arrivare a Lampo Viaggiatore, edito l’anno scorso.
Si incomincia nel segno della classica Treni a vapore, scritta per la voce della Mannoia, per poi trovare subito dopo Pane e coraggio, premio Amnesty International per la perspicacia e la finezza con cui affronta il tema dell’immigrazione clandestina, tanto da guadagnarsi un posto d’onore anche nella colonna sonora del documentario Mare Nostrum.
Il senso della dignità umana, la consapevolezza dell’ingiustizia da cui siamo ammorbati tradotta da Buarque de Hollanda (Ah che sarà), l’autobiografismo mai sfacciato ( L’uomo coi capelli da ragazzo), e, immancabile, l’amore per una donna e la natura stessa dell’amore (Il bacio sulla bocca, L’angelo e la pazienza) sono come sempre i temi cari attorno a cui vengono rifinite trame musicalmente nitide e sofisticate, pennelate da sfumature jazz od esotiche.
La “pensante leggerezza” di Fossati è qui percepibile più che altrove e tocca un apice nell’esecuzione della Pianta del the, orientaleggiante sermone sul concetto del “trovare e conservare”, nonché in quella Notte in Italia che ad ogni ascolto sa insegnarci quanto sia grande “la fortuna di vivere adesso questo tempo sbandato”.
Inevitabile l’omaggio all’amico De Andrè, con cui condivide il brano scritto a quattro mani Smisurata Preghiera, atto d’accusa contro ogni potere incurante di chi difende ad alto prezzo la propria appartenenza a una minoranza, la sua preziosa diversità.
Dulcis in fundo, per consacrare il significato di una poetica singolare in quanto a spessore etico, Fossati saluta significativamente il pubblico con Il disertore. La voce nuda e sola risuona nell’auditorio rammentandoci attraverso le parole di Boris Vian quanto sia importante dire no al militarismo e ad ogni tentazione guerrafondaia. Riportiamo di seguito il testo:

 

In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l'ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Ma mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno m'ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.

 

Ivano Fossati, Tour Acustico-Dal vivo vol.3
Cd, Sony,2004-prezzo 20 euro
link: www.ivanofossati.net

 
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