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Il cerchio magico degli Anima PDF Stampa E-mail

 

 

 

Avreste mai pensato di riconoscere il tema di “Friends” dei Led Zeppelin in un canto tradizionale salentino? O di ballare la pizzica circondati dalla scenografia dei balletti russi o in un bosco medievale?
Ebbene, la musica degli Anima è un cerchio magico in cui tutto può accadere.
Il combo diretto da Gianfranco Salvatore, musicista poliedrico, musicologo affermato nonché fondatore della Gas Tone records, si avventura con questo cd d’esordio in un esperimento crossover tanto eccentrico quanto ambizioso: affiancare gli strumenti classici e popolari (flauto, tamburello, armonica a bocca) a un set elettrico e digitale (chiatarra elettrica , tastiere, campionamenti ecc.), per dimostrare come la pizzica possa diventare il punto di partenza di un’esplorazione a tutto tondo di suggestioni, stili e suoni distanti nel tempo e nello spazio. Un lavoro complesso e appassionato, che vede all’opera musicisti d’eccezione quali Vito De Lorenzi ( collaboratore tra l’altro di Teresa De Sio) e Danilo Cherni ( autore di musiche per film, qui in veste di percussionista e tastierista).
Queste cinque lunghe tracce si addentrano nella visceralità dei canti dialettali attraverso modalità che attingono in particolare al progressive degli anni ’70 e al Jazz. Sorprende come le antiche filastrocche, cantate dalla voce mediterranea di Elisabetta Macchia, si rivelino in tutta la loro portata universale senza risultare snaturate dalle innumerevoli e “improbabili” contaminazioni.

In “Benedettu”, l’ottocento contadino del Salento va a braccetto con il Petrushka di Igor Stravinskij su una ritmica funky, sino a culminare in un intermezzo rappato dalla Macchia; mentre “Jean Pierre” cita Miles Davis affiancandolo alla melodia della primitiva “Riroralla”.
Ma è in “Inno Mutante” e “Pizzichiatria” che gli Anima riescono a dare il meglio della loro world music ecclettica e priva di pregiudizi. Come suggerisce il titolo, il primo è un’ unico tema che attraversa più trasfigurazioni: dalla psichedelia più eterea si passa a un tribalismo percussivo venato di chitarre e tastiere progressive, su cui spiccano un flauto esotico e un sax sensuale. “Pizzichiatria” invece è un vorticoso mix di pizzica tratto dal repertorio di Luigi Stifani, mitico musico guaritore delle tarantate.
Sonorità etniche, rock europeo e musica classica trovano così nell’atmosfera delle “Notti della Taranta” il filo conduttore che abbatte ogni confine tra culture e linguaggi. Una lezione di “fratellanza” degli stili e dei generi nel nome della tradizione popolare.

 

Anima-st (cd, Gas Tone Records, 2003)15 euro
Link:www.gianfrancosalvatore.it
Artisti correlati: Nidi d’arac, Daniele Sepe

 

 

 
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