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Le stanze dell'Hotel Tivoli PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

Il gusto dell'arrangiamento semplice eppure accattivante, come la capacità di creare un'epopea del quotidiano attraverso lo sguardo della poesia, sono peculiarità connaturate al modo italiano di concepire il pop di qualità.
Ciò che contraddistingue la nostra attuale musica d'autore nasce da qui, dal suo riconfluire inevitabilmente al grande fiume della tradizione lirica e melodica dei padri della canzone nazionale. Lo abbiamo visto con i La Crus, Morgan e gli ultimi Marlene kunz, tanto per fare qualche nome.
I Non voglio che Clara, più che ritornare a quella tradizione dopo aver seguito percorsi che se ne distanziavano, la prendono come punto di partenza. E' attraverso l'eredità di Tenco, Battisti e Paoli che arrivano a disegnare le sette "stanze" del loro Hotel Tivoli, con un occhio di riguardo al pop inglese più raffinato ( cui rendono omaggio nella copertina citando gli Smiths.)
Riflessioni intime, chiaroscurali, mai cedevoli all'ovvietà: si parla delle occasioni mancate, dei ricordi, delle incertezze e delle scelte di cui sono fatti i rapporti umani, in particolare quelli tra un uomo e una donna.
Non si tratta però di una vuota operazione-nostalgia o di mero gusto retrò. Qui sono in gioco sentimenti e situazioni universali che solo il lirismo e la sobrietà di un pianoforte, una chitarra, un sax ed un violino possono comunicare al meglio.
Ascoltate il jazz soffuso di Il nastro rosa (citazione non a caso battistiana), la delicatezza con cui affronta il tema della maternità prematura; o le insicurezze coraggiosamente svelate di fronte all'altro in Le paure, un testo che racconta di come è possibile decidere di cambiare, lasciandosi alle spalle tutti i timori.
Rifugio provvisorio degli amanti, zona neutra dove raccogliere i pensieri isolandosi dal proprio spazio-tempo quotidiano; luogo di transizione in cui ritrovare se stessi. Per continuare a viaggiare.


Non voglio che Clara: Hotel Tivoli (cd, Aiuola Records, 2004) 8 euro
Link: www.nonvogliocheclara.it
Artisti correlati: Baustelle, Marlene Kunz, Perturbazione.

 
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