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5 anni di reclusione per Don Cesare Lodeserto PDF Stampa E-mail

 

Ansa (ANSA) - LECCE, 28 SET - L'ex direttore del centro di permanenza temporanea Regina Pacis di San Foca, don Cesare Lodeserto, e' stato condannato dal gup del Tribunale di Lecce a cinque anni e quattro mesi di reclusione per i reati di calunnia, minaccia per costringere a commettere reati e anche sequestro di persona nei confronti di alcune ragazze immigrate che erano ospiti del centro.

Don Cesare e' stato giudicato con rito abbreviato dal gup Nicola Laricchia. Il pm Imerio Tramis aveva chiesto una condanna a sette anni e due mesi. La sentenza e' arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Nell'ambito di questa inchiesta, nel marzo di due anni fa, don Cesare fu arrestato sulla base della denuncia di dodici ragazze rumene (il sequestro di persona e' stato riconosciuto nei confronti di cinque di loro). Nel processo erano imputati anche il nipote del sacerdote, Luca Lodeserto, condannato a tre anni e due mesi di reclusione, la collaboratrice Natalia Vieru, condannata a due anni e 8 mesi, mentre un altro collaboratore, Armando Matra, e' stato multato ed e' stato assolto Paulin Dokaj.
   Don Cesare e' gia' stato condannato dal Tribunale di Lecce per simulazione di reato e violenza privata e lesioni ai danni di maghrebini che tentarono la fuga dal Regina Pacis.(ANSA).

 

Condannato Don Cesare, figura controversa

Ansa  (ANSA) - LECCE, 28 SET - La notizia dell'arresta l' 11 marzo del 2005 suscito' opposte reazioni. Da un lato c'era chi pensava che il centro di accoglienza per immigrati da lui diretto a San Foca, nel leccese, fosse un lager, e dall'altra coloro che, primo tra tutti il suo vescovo, non gli hanno mai fatto mancare fiducia e solidarieta'. Don Cesare Lodeserto, figura energica e controversa di sacerdote, accusato da un gruppo di ragazze moldave di sequestro di persona e maltrattamenti, e' stato condannato oggi a cinque anni e quattro mesi di reclusione per calunnia, minaccia per costringere a commettere reati e sequestro di persona. La sentenza e' stata emessa con rito abbreviato dal Gup di Lecce Nicola Laricchia che ha in parte accolto le richieste del pm  che aveva chiesto una condanna piu' pesante a oltre sette anni.
   Per don Cesare, ex direttore del centro Regina Pacis ed ex segretario personale dell'arcivescovo di Lecce mons. Cosmo Francesco Ruppi, e' la terza condanna. Il Tribunale di Lecce lo aveva gia' riconosciuto colpevole di simulazione di reato (otto mesi di reclusione) e violenza privata e lesioni (16 mesi) ai danni di maghrebini che tentarono la fuga dal Regina Pacis. In un altro procedimento per peculato nella gestione del centro, era stato assolto.
   I carabinieri lo avevano arrestato mentre era a Quistello, un paesino vicino Mantova, in visita all'altro centro di accoglienza da lui diretto, che e' il gemello di San Foca e che, insieme con un terzo centro aperto in Moldavia, fa capo alla Fondazione Regina Pacis fondata che era presieduta da Don Cesare.
   L'inchiesta che ha portato a quest'ultima condanna era partita dal processo per presunti maltrattamenti ai maghrebini che tentarono la fuga dal centro nel 2002 per evitare il rimpatrio. Alcune ragazze moldave raccontarono che don Cesare aveva impedito loro di uscire dal centro privandole anche del loro permesso di soggiorno, e avrebbe anche indotto un teste chiave di quel processo a dichiarare il falso.
   Nel corso degli anni, il centro di San Foca ha suscitato numerose proteste e dato luogo a diverse manifestazioni, per i metodi e i maltrattamenti che si riteneva venissero usati al suo interno. La struttura, dipendente dalla curia di Lecce, era stata definita un ''carcere'' e un ''vero e proprio lager'' dai movimenti che proponevano l'abolizione dei Cpt.
   Con don Cesare sono stati condannati anche il nipote Luca (tre anni e due mesi) e una collaboratrice, un collaboratore e' stato multato mentre un altro e' stato assolto.(ANSA).

 

 
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