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  Incidenti del lavoro:

 

APPELLO al Presidente Napolitano e

PETIZIONE  per il nuovo Governo

 

 

 

PER TESTIMONIARE UN ORRORE CHE NON SI PUO’ PIU’ AFFIDARE ALLA QUOTIDIANITA’.

 

 

 

 

Per questo ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

 

 

affinchè riprenda con determinazione l ‘impegno che ha sino ad ora portato avanti sulla denuncia di questa situazione che disonora l’articolo 1 della nostra Costituzione e le aspettative che del lavoro hanno donne e uomini che vivono in un paese che pretende di definirsi civile.

 

 

 

E' possibile sottoscrivere l'appello mandando un'email a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo e Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 

 

 Creiamo



un cartello della societa’ civile che metta insieme
associazioni di vittime del lavoro, dei loro 
familiari, il mondo della cultura 
e dell’informazione, i sindacati e tutte quelle 
forze convinte 
che priorita’ del nuovo governo non debba essere 
la sicurezza 
dell’ordine pubblico ma quella sui luoghi di lavoro.



Giulio Agostini, 44 anni, Frosinone, Visiri Craiu, 23 anni, 
Trapani, Raimondo Casati, 47 anni e Mouss Compaure, 28 anni, 
Cornated’Adda. 
Umberto Aloe,59 anni Terni
Sono alcune tra le ultime vittime dell’inarrestabile mattanza 
del lavoro. 
Frosinone, Trapani, Cornate d’Adda, Terni, Torino, Porto Marghera, 
Barletta, 
Genova, Melfi, Parma, Biella, Reggio Calabria, Taranto ... Il macabro 
giro 
d’Italia porta lutti che non si contano più.



Oltre 1.000.000 l’anno gli incidenti



censiti. Un lavoratore ucciso ogni sette ore.



Oltre a tutti i



desaparecidos del lavoro e a tutti i menomati e mutilati a vita.



E’ orrore la morte



per lavoro, orrore e profonda ingiustizia.



Donne e uomini muoiono



a grappoli, ed è solo per questo che ora  i mezzi di informazione
sono costretti a



parlarne.



Noi abbiamo scelto



di portare in scena direttamente sui luoghi di lavoro le loro
storie, la



solitudine e la rabbia di chi rimane, lo sfruttamento, i
ricatti e la superficialità



che generano la guerra del lavoro.



Lo facciamo con Il Pane Loro – Storie da una Repubblica



fondata sul lavoro –
Un progetto di teatro civile sugli



incidenti del lavoro
che



ha il supporto di Fillea Cgil, Regione



Puglia
e Provincia di Roma. Il 5 maggio saremo a Torino.



PER TESTIMONIARE UN ORRORE



CHE NON SI PUO’ PIU’ AFFIDARE ALLA



QUOTIDIANITA’.



Per questo



rinnoviamo un appello al Presidente



della Repubblica Giorgio Napolitano
affinchè riprenda



con determinazione l ‘impegno che ha sino ad ora portato avanti
sulla denuncia



di questa situazione che disonora l’articolo 1 della nostra
Costituzione e le



aspettative che del lavoro hanno donne e uomini che vivono
in un paese che



pretende di definirsi civile.





 
Per questo chiediamo che il nuovo governo appena



si sarà insediato con massima urgenza



prenda decisioni



su alcuni interventi irrimandabili :



Nel nostro paese



ci sono oltre 4.000.000 di aziende  censite e meno di 1000 unità
fra ispettori Asl e carabinieri  del lavoro.



Chiediamo che questo numero venga  almeno raddoppiato per rafforzare 
i controlli.



Chiediamo che i fondi dell’attivo dell’INAIL (2miliardi di euro



l’anno e 13miliardi di
euro



accumulati ad oggi dagli anni precedenti
)vengano ridistribuiti 
nel sostegno agli  invalidi  del lavoro, nella prevenzione 
attraverso la cultura



della sicurezza e dando incentivi alle  aziende



che si mettono in sicurezza.



Chiediamo che a tutti  gli invalidi del lavoro  che hanno 
subito gravi menomazioni  venga fornita dal servizio  sanitario  
nazionale  l’assistenza  psicologica.



Chiediamo che strutture come l’ISPELS

e altre esistenti diventino realmente operative nella prevenzione
anche dentro

le piccole e grandi aziende.

Chiediamo nuovamente alla Rai di



istituire un laboratorio-scuola di documentario sociale che affronti
con



continuita’ anche questi temi.
Su queste minime irrinunciabili



priorità lanciamo una petizione pubblica rivolgendoci in particolare
a tutto il



mondo della cultura, a quello sindacale , dell’associazionismo,



affinchè il peso



dell’ OPINIONE pubblica si senta sempre più pressante.



Perche’ nessuno



possa più sottrarsi alla responsabilità delle morti
per colpa del lavoro.





 
 primi firmatari



Stefano Mencherini



(giornalista indipendente e regista Rai)



Ulderico Pesce



Francesco Di



Giacomo



Rodolfo Maltese



Attori tecnici



organizzazione ufficio stampa del Pane Loro



FILLEA Cgil



30 delegati



direttivo Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro)



Associazione 12



giugno (vittime del lavoro) Taranto



Associazione



Articolo 21



Ettore Scola



Padre Alex



Zanotelli



Furio Colombo



Enrico Deaglio



Beppe Cremagnani



Antonio Padellaro



Ugo Gregoretti





 
5 maggio TORINO con Fillea Cgil

 

 

PROGETTO DI TEATRO CIVILE SUGLI

INCIDENTI DEL LAVORO

Il pane loro
Storie da una Repubblica



fondata sul lavoro

                                 

 


 
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