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Mercoledì 19 Novembre 2008
Morti sul lavoro,
la freddezza del Tpp
Se a qualcuno di noi difetta la memoria breve o la conoscenza della cronaca, basta che digiti «Puglia incidenti lavoro» su Google affinché si renda conto di un macabro bollettino. Minervino, Bari, Bisceglie, Gioia del Colle, Lecce, Ilva di Taranto. Sono tutti i luoghi dove nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, sono caduti sul lavoro padri di famiglia o giovani lavoratori. Nel resto del Paese non va meglio: un caduto ogni sette ore, oltre un milione di incidenti all'anno e più di quindici persone che perdono la vita ogni giorno per colpa dell'amianto o di altre malattie professionali. A parole sono tutti d'accordo: teatro, cinema, musica, documentarismo, poesia, hanno un loro essenziale e insostituibile ruolo. E allora sentite che succede in terra di Puglia e, se volete, fatevi un'opinione. Qui come altrove uno dice «teatro pubblico» e pensa almeno alla promozione di spettacoli di valore culturale, che riescano a scuotere se non attivare coscienza civile e solidarietà e a far valere alcune priorità sociali. Invece il «Teatro pubblico pugliese» sbroglia, passa carte, prende appunti. Del tutto passivamente asseconda le richieste dei comuni che hanno, dicono da queste parti, una propensione per il genere comico. Segue cioè, questa istituzione regionale, una prassi aimè consolidata nelle Puglie di luogo-non luogo, di realtà di facciata, di mediocre foyer che ospita qualche posto di lavoro e del resto chiessenefrega. Questo accade mentre non solo Bari lotta per la riapertura del Petruzzelli. Noi ci abbiamo provato con « Il pane loro» a portare un contributo sulla guerra del lavoro, sulle sue vittime e sui suoi carnefici, sulle contraddizioni e lo sfruttamento che popolano l'attuale mondo del lavoro. Con l'Anmil, che associa oltre 400 mila persone tra invalidi del lavoro e familiari delle vittime, mi hanno seguito otto anni fa alcuni tra i più grandi poeti del nostro Novecento: Roberto Roversi, Gianni D'Elia e Attilio Lolini. Alcuni di loro padri ed altri compagni di strada che sul mio testo hanno scritto appositamente alcune poesie diventate poi splendide canzoni. Oggi due compagnie cercano di metterlo in scena, «Il pane loro». In Puglia siamo stati qualche mese fa grazie alla Fillea Cgil, agli assessorati al Mediterraneo e al Lavoro e alla provincia di Roma, nella sala mensa del porto container di Taranto e a Cerignola. Ma né alla provincia di Lecce né tantomeno come dicevamo al «teatro pubblico pugliese» hanno voluto trovare uno spazio per questo lavoro che tra l'altro la scorsa settimana è stato premiato al Festival di arte drammatica di Pesaro. Ultimo dato: con una delle due compagnie con cui stiamo faticosamente cercando di metterlo in scena in giro per l'Italia, i testi di quei poeti li abbiamo affidati a due signori che hanno fatto un pezzo di storia della musica rock italiana, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, storici del «Banco del mutuo soccorso». Non ci resta che piangere, quindi. I nostri morti.
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