Cè puzza di bruciato in giro. E non viene solo dal centro per
linternamento e lespulsione degli immigrati di Lampedusa dopo
lennesima rivolta. Sta bruciando il nostro presente, come il nostro
passato prossimo già nelloblio.
Chi ricorda ancora il ragazzo indiano a cui hanno appiccato il
fuoco per noia sulla panchina di una stazione o il campo rom dato
alle fiamme solo qualche mese fa? Chi tiene piu lunga di un sospiro
lattenzione allescalation di razzismo e xenofobia dentro ai nostri
confini? Chi rammenta gli infiniti atti di autolesionismo e i suicidi,
i morti nei nostri Centri di Permanenza Temporanea? Brucia anche,
allora, e non da ora, la nostra memoria.
Il Canale di Otranto fino al 2002 era esattamente ciò che oggi è quella
fetta di mare-cimitero a ridosso dellisola delle Pelagie. E la Casa
Regina pacis considerata dalla politica e dai media un modello (come
fino a ieri Lampedusa) era la risposta dello Stato all emergenza
dellimmigrazione illegale: contenere, reprimere, espellere, anche se
ai tempi si preferiva mistificare col verbo accogliere. Gestito per
anni con i denari del popolo italiano dalla Curia di Lecce, quel
centro, si rivelò una piccola Guantanamo in stile casereccio dove i
diritti umani non contavano più e il loro calpestio lasciava spazio a
inusitate violenze alle quali gli internati cercavano di ribellarsi con
la fuga. Quel Cpt fu chiuso, unico caso in Italia, grazie a una
battaglia civile compiuta anche dagli stessi immigrati che là dentro
subirono gravi violenze con sevizie e crudeltà, come sentenziò la
condanna di primo grado verso responsabili in clergiman del Cpt e
vigilanti in divisa.
Così la storia (recente) si ripete, seppur con qualche variante, a
ridosso di unaltra fetta di mare dopo uninfinità di rivolte e
violenze in altri Cpt italiani. Li un intera comunita, quella dei
lampedusani, parla da tempo apertamente di lager e ne chiede la
chiusura. Eppure proprio come rispose lallora ministro dellInterno
Pisanu a chi chiedeva la chiusura dei Cpt costruendone di nuovi, da
tempo fa il suo successore leghista. Il governo, giusto per non
smentirsi, intensifica il tiro al piccione sempre a spese dei
contribuenti e sposta dai 60 giorni attuali fino a sei mesi
linternamento in questi centri dove lunica colpa commessa dai
migranti, giova non scordarlo mai, e quella di fuggire da fame e
conflitti. Cosi come chiede ai medici nel caso di cure a irregolari di
abiurare al giuramento di Ippocrate oltre che a buon senso e umanita.
Poi le ronde e tutto quello che verrà. E guerra aperta per decreto. E
il modello Lampedusa è diventato un falo con decine di feriti e
intossicati: una strage sfiorata per un pelo. O soltanto rimandata. Ma
possibile che in questo Paese non esista piu unautorita in grado di
bloccare un simile scempio di diritti umani ?
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